Psicologia e psicoterapia

Uno spazio di condivisione per le feste

Questo dicembre, nel nostro studio Ali e Radici, l’albero di Natale è diventato il simbolo di uno sguardo lento e volto a ricordare che non esiste un modo giusto di attraversare le feste.

 

Un albero vero, preso a noleggio – che ben presto tornerà nel suo habitat naturale – in linea con politiche sostenibili, è stato trasformato in uno spazio di condivisione.

Dare e avere

Ogni persona è stata invitata a scrivere su una pallina una parola che desiderava donare e a prenderne una che sentiva di voler ricevere. Ne è nato uno scambio semplice ma profondo, fatto di parole che parlano di cura, leggerezza, coraggio, ascolto, respiro, consapevolezza. Parole piccole, ma dense. Parole che raccontano bisogni, desideri, mancanze e risorse. 

Un piccolo gesto per ricordarci che tutti abbiamo qualcosa da offrire e, allo stesso tempo, qualcosa di cui abbiamo bisogno e che possiamo prenderci.

Ascolto di noi stessi

Ci piacerebbe che questo sguardo fosse rivolto anche a come ci prendiamo cura di noi stessi; spesso, insieme alle feste, arrivano anche pensieri più severi su di sé. Il cibo può trasformarsi facilmente in una misura di controllo, e gennaio in una promessa di “rimettere tutto a posto”. I buoni propositi nascono così carichi di aspettative alte e di regole rigide, che rischiano di lasciare poco spazio all’ascolto. Forse può essere utile ricordare che il nostro valore non si gioca in questi giorni e che il corpo non chiede perfezione, ma continuità e rispetto. A volte, il gesto più nutriente è concedersi flessibilità e ascolto, portando consapevolezza alle nostre emozioni e ai nostri bisogni.

Accanto a questo, può anche esserci un vissuto emotivo legato al “come deve essere”:  in un periodo in cui sentiamo come tutto debba brillare dalle luci ai sorrisi, all’entusiasmo di passare del tempo in famiglia, ai regali (a volte semplicemente dovuti).

Blue Holidays

Ma la verità è che non per tutti le feste sono un momento di gioia. C’è chi vive dicembre con leggerezza e chi sente un peso sul cuore. C’è chi lo aspetta tutto l’anno e chi farebbe volentieri un salto diretto a gennaio. Qualunque siano le tue vibes accoglile con rispetto: non c’è un modo normale (cancelliamo la parola normale perchè non esiste una norma, la norma la creiamo noi: in natura tutti gli esseri viventi e non sono unici e diversi!) unico per viversi le feste.

Parlare di Blue Holidays significa infatti riconoscere che le emozioni non seguono il calendario e che va bene non sentirsi festivi. Va bene essere stanchi, malinconici, in pausa. Va bene non volere rumore, aspettative o frasi come “dovresti essere felice”. Vai bene così.

All’interno di questo spazio, vogliamo che tu sappia di essere visto e accolto così come sei. Perché ogni emozione merita rispetto e ogni percorso ha il suo ritmo. Che questo periodo sia luminoso o faticoso, il nostro augurio resta lo stesso: poter guardarti con occhi più gentili, trattarti con gentilezza e cura. Accettarsi, accogliersi, darsi tempo non sono rinunce, ma atti profondi di rispetto verso se stessi.

Gratitudine

Infine, sentiamo il desiderio di lasciare spazio alla gratitudine. Non quella rumorosa o obbligata, ma quella più silenziosa e sincera. Gratitudine per i passi fatti insieme nel nostro percorso, anche quelli incerti. Per i tentativi, per le volte in cui ci si è fermati e poi si è ripartiti. Per il corpo che continua a esserci, per le emozioni che raccontano ciò che conta, per le parole scambiate e per quelle ancora da trovare. Coltivare gratitudine non significa ignorare le difficoltà, ma riconoscere che, anche dentro la complessità, esistono appigli gentili nonostante tutto. E forse può bastare questo: ringraziarsi per esserci, così come si è, e concedersi cura e gentilezza verso se stessi.

Ti auguriamo feste che assomiglino il più possibile a ciò di cui hai bisogno e ciò che desideri.
Anche, e soprattutto, se questo significa semplicità, lentezza e autenticità.

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