Psicologia e psicoterapia

Approccio Umanistico Bioenergetico

Approccio Umanistico Bioenergetico

 

Il terapeuta umanista sul piano personale accetta e valorizza la propria umanità con i limiti dolorosi e potenziali entusiasmanti che essa comporta. Anch’egli si è riconosciuto vulnerabile, esposto, minacciato, alienato al punto di rischiare di perdersi, ha perduto, vinto e perduto di nuovo, sentendo sempre tuttavia in sé la capacità di ripresa, rilancio, rinnovata speranza

 Buhler, 1972

L’obiettivo principale della psicologia umanistico bioenergetica è la comprensione del soggetto nella sua totalità (Napoli & Gori, 2012): mente, corpo ed emozioni. Ma per comprendere al meglio tutte le caratteristiche e i valori dell’approccio approfondiremo prima la psicologia umanistica e l’analisi bioenergetica.

Psicologia umanistica

Il termine “psicologia umanistica” fu coniato nel 1962 da alcuni psicologi riunitisi per fondare una nuova associazione che studiasse le dinamiche emozionali e le caratteristiche comportamentali di un’esistenza umana piena e vitale, con l’obiettivo di fungere da alternativa alle due forze principali dell’epoca: la psicoanalisi e il comportamentismo

Il termine umanistica vuole ricollegarsi e richiamare la corrente culturale, filosofica, letteraria dell’umanesimo che poneva l’uomo al centro del proprio mondo e dell’universo. In questo senso il paziente, o meglio cliente, viene posto al centro della terapia come viene teorizzato nella terapia centrata sul cliente di Rogers (1951). L’individuo avrebbe, così, una tendenza a mantenere e migliorare se stesso e per fare questo viene costantemente guidato dalle proprie emozioni, che avrebbero quindi il compito di accompagnare e facilitare il comportamento. Per questo, egli ritiene infatti che il soggetto debba essere un agente attivo del proprio processo di crescita e cambiamento, che può essere raggiunto soltanto quando il soggetto viene messo al centro della terapia. 

“La bioenergetica si propone l’obiettivo di aiutare la gente a riacquistare la sua natura primaria – condizione di libertà, lo stato di grazia, e la qualità della bellezza” Lowen (1975) 

 

Analisi bioenergetica

L’introduzione dell’energia corporea all’interno del setting psicoanalitico si deve a Wilhelm Reich, discepolo di Freud. Egli scoprì che i conflitti e i traumi dell’infanzia provocavano anche reazioni fisiche e corporee, destinate a bloccare l’emozione innescata dal conflitto o del trauma. Queste reazioni assumevano la forma di tensione muscolare, contrazioni di alcune regioni del corpo che letteralmente trattenevano la carica emotiva nel corpo e ne impedivano l’espressione. Reich dimostrò infatti che il corpo conserva le tensioni muscolari e posturali accumulate fin dall’infanzia, in risposta ai conflitti e ai traumi (Reich, 1949). 

Reich teorizzò quindi il concetto di “armatura” o “corazza” per spiegare quell’energia bloccata presente nel corpo, che l’individuo avverte come tensione o dolore, andando ad indicare lo schema globale delle tensioni muscolari croniche del corpo (Lowen, 1975).

Lowen, paziente di Reich, riprenderà questi concetti e rifacendosi anche alla teoria di Pelletier, andrà a definire quella che oggi chiamiamo bioenergetica (Lowen, 1975). L’analisi bioenergetica postula infatti che le difese psichiche siano riscontrabili all’interno del corpo e che il corpo per difendersi crei delle zone di tensione, dolore o disallineamento. Queste difese, sia psichiche che corporee, andranno a creare la struttura caratteriale dell’individuo, il quale si costruisce un sistema di credenze distorte che possono essere osservabili nel suo stile relazionale. La terapia bioenergetica ha lo scopo di osservare, comprendere la struttura caratteriale e lavorare per sbloccare le aree del corpo che risultano tese. Questo sarà possibile permettendo che l’energia fluisca liberamente e che il corpo si riappropri dello stato di pulsazione naturale. 

Orientamento integrato umanistico bioenergetico

La persona non viene più ridotta al sintomo, sotto la luce del modello biomedico, ma viene vista nella sua totalità e unità bio-psico-sociale (Engels, 1977). 

A tal proposito si cercherà infatti di prendere in considerazione la persona sotto tre dimensioni principali: 

  • Emozionale e psichica; 
  • Relazionale e sociale; 
  • Corporea e biologica. 

In conclusione, i punti fondamentali della psicologia umanistica e dell’analisi bioenergetica che si incontrano nell’approccio integrato umanistico bioenergetico sono: 

  • Prospettiva ampia e olistica che permetta di vedere la persona nel suo insieme, in maniera globale dando rilevanza ad ogni aspetto e in particolare: pensieri, corpo ed emozioni si relazionano e si influenzano a vicenda; 
  • Le persone hanno la capacità di prendere le proprie decisioni, di assumersi le proprie responsabilità e di intraprendere uno sviluppo per quanto riguarda le loro potenzialità; l’obiettivo è quello di lavorare sul riconoscimento di bisogni e desideri della persona permettendone l’autorealizzazione e anche una piena consapevolezza di sé e della sua identità psichica e corporea;
  • Attenzione al qui ed ora e alla componente emotiva e corporea. Il terapeuta favorirà la comprensione e il sentire delle emozioni in relazione al vissuto emotivo lavorando quindi su emozioni represse o bloccate (con un lavoro integrato anche sui corrispettivi segmenti corporei) permettendo che fluiscano in modo fluido anche nel corpo. 

L’approccio integrato permette così di creare una terapia cucita sul paziente in modo tale da poter afferire a diversi strumenti e tecniche integrando il canale emotivo corporeo, una chiave d’accesso a tanti vissuti. Il terapeuta sceglie così la tecnica più adatta al paziente permettendogli di tornare a respirare in modo libero e fluido, di abitare il proprio corpo e vivere a pieno le proprie emozioni e pensieri con consapevolezza, presenza ed autenticità (Napoli & Gori, 2012). 

Il percorso terapeutico, quindi, non si limita alla sola dimensione cognitivo-emotiva, ma si arricchisce dell’interazione tra il corpo e la mente, favorendo l’esplorazione e la rielaborazione di emozioni ed esperienze, che potrebbero essere anche talvolta traumatiche, attraverso il contatto somatico, la consapevolezza corporea e l’espressione autentica del sé, promuovendone l’integrazione. 

Classi di esercizi di bioenergetica

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Riferimenti Bibliografici

Bühler, C. M. (1972). Introduction to humanistic psychology. Brooks/Cole.

Engel G.L. (1977). The need for a new medical model: A Challenge for Biomedicine. Science, New Series, Vol. 196, No. 4286. (Apr. 8, 1977), pp. 129-136. 

Lowen A. (1975). Bioenergetics. New York: Penguin Books (Trad. it. Bioenergetica. Milano: Feltrinelli 1983). 

Napoli L., & Gori B. (2012) Dare corpo all’anima. Un percorso di consapevolezza, benessere e crescita psico-corporea in psicoterapia umanistica e bioenergetica. Alpes Italia. Roma 

Reich W. (1949) Charakteranalyse, Rangeley, Wilhelm Reich Infant Trust Fund.; trad. italiana Analisi del carattere, Milano, Sugarco, (1973). 

Rogers C. (1951) Client-Centered Therapy, Boston: Houghton Mifflin Co. 

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