Capire l’approccio cognitivo-comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è un approccio teorico orientato al qui ed ora e al problema. Prevede una collaborazione e una partecipazione attiva della persona e come in tutti gli altri approcci terapeutici, centrale risulta la relazione terapeutica basata sul rispetto, sull’empatia e l’accettazione. Si tratta di un approccio misurabile e per questo viene definito evidence-based cioè basato su evidenze scientifiche. Decenni di ricerca hanno dimostrato la sua efficacia per il trattamento di ansia, depressione, stress e molte altre difficoltà psicologiche e secondo le linee guida, stilate dall’American Psychological Association, la psicoterapia cognitivo comportamentale rappresenta oggigiorno il trattamento di elezione per la maggior parte dei disturbi psichiatrici. Molte persone si chiedono inoltre quali siano le principali differenze tra terapia cognitivo comportamentale e approccio psicodinamico, soprattutto rispetto ai tempi e agli obiettivi del percorso terapeutico.
Cos’è la CBT e perché è diversa da quello che si legge in giro
Parte della sua forza sta nella praticità, nel lavoro su situazioni concrete, pensieri e comportamenti che possiamo osservare e modificare nella vita quotidiana. Per questo quando leggiamo di psicoterapia cognitivo-comportamentale spesso le persone ricercano soluzioni rapide, trucchi o la famosa “bacchetta magica”. La verità però è un po’ diversa: il cambiamento richiede impegno, consapevolezza ed un percorso strutturato e cucito sulle caratteristiche della singola persona. Una precisazione quindi è d’obbligo: approccio pratico non significa superficiale ma anzi, ogni strategia ha un razionale e richiede tempo e sperimentazione. Possiamo immaginarla come un manuale d’istruzioni per la nostra mente che non va a cambiare immediatamente la lampadina ma ci mostra dove avviene il corto circuito e come poterci intervenire.
Come lavoriamo in CBT
Ogni percorso inizia con l’ascolto e la comprensione della singola esperienza per poter identificare pensieri, emozioni e comportamenti che causano sofferenza e successivamente poter sperimentare nuove modalità per affrontarli. Il cambiamento richiede un lavoro profondo, è necessario esplorare, provare, osservare e riprovare di nuovo. Per questo è un percorso attivo e l’impegno quotidiano è fondamentale.
Perché la CBT funziona
. Cambiando i pensieri disfunzionali e sperimentando nuovi comportamenti, si ottengono cambiamenti concreti e duraturi. Gli eventi che ci accadono e il modo in cui li percepiamo ed interpretiamo hanno una diretta influenza sulle nostre emozioni, sui pensieri e su ciò che facciamo. Questo spiega perchè di fronte alla stessa esperienza, ognuno di noi reagisce diversamente. Nelle sedute viene stimolata la consapevolezza sulle modalità con cui interpretiamo gli eventi e di come questi condizionino le reazioni. Individuare pensieri ricorrenti e comportamenti che causano emozioni spiacevoli permette di lavorare su di essi anche grazie alle risorse interiori, che verranno affiancate a nuove abilità e strategie più funzionali.

L’evoluzione della CBT con le sue tre generazioni
L’evoluzione dell’approccio cognitivo comportamentale avviene con lo spostamento dell’attenzione dal contenuto (ad esempio dai pensieri) al processo cognitivo (cioè le modalità di pensiero, gli schemi..). Ciò significa che si va a lavorare nella direzione di un processo di accettazione e di apertura nei confronti degli eventi psicologici anche se “dolorosi”. Si integrano perciò tecniche comportamentali (esposizione, attivazione comportamentale, ecc.) e cognitive (identificazione e modificazione dei pensieri automatici, delle credenze e degli schemi disfunzionali) con il fine ultimo di accompagnare la persona alla realizzazione degli scopi e dei valori personali. Fanno quindi da cornice approcci come Acceptance and Commitment Therapy (ACT), Dialectical Behavior Therapy (DBT), Schema Therapy, Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) che affiancano alle tecniche classiche un lavoro più profondo su emozioni, valori, consapevolezza e regolazione comportamentale.
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